Parità retributiva: perché vale ogni giorno, non solo l’8 marzo
- Cosema

- 18 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Tutti conoscono la Festa della Donna dell’8 marzo, ma c’è un’altra data che merita attenzione: la Giornata europea della Parità Retributiva, che ogni anno ricorda che in Europa le donne guadagnano in media meno degli uomini. Un tema cruciale, che va ben oltre il gesto simbolico di regalare mimose una volta all’anno.
La vera conquista è riconoscere ogni giorno il giusto valore al lavoro delle donne, perché la parità salariale non è un dettaglio economico: è una condizione di libertà.
Perché la disparità di salario è un problema sociale
La differenza di stipendio non riguarda solo la busta paga. È un meccanismo che genera dipendenza e fragilità, impedendo a molte donne di scegliere davvero come vivere, lavorare o costruire una famiglia. Senza un reddito equo, l’indipendenza economica diventa un traguardo lontano.
Garantire un compenso giusto significa invece offrire a ogni donna la possibilità di decidere del proprio futuro con dignità, contribuendo a una società più equilibrata e sostenibile.
L’esperienza di COSEMA: parità come scelta concreta
In COSEMA Società Cooperativa viviamo e promuoviamo una realtà diversa. Qui il valore del lavoro non dipende dal genere, ma dal contributo, dall’impegno e dalle competenze di ciascuno.
La nostra cooperativa nasce e cresce sulla collaborazione: l’uguaglianza nella retribuzione è una certezza, non un obiettivo lontano. Il potenziale di ogni persona viene riconosciuto e coltivato, offrendo opportunità di crescita professionale e personale a chiunque voglia mettersi in gioco.
Un impegno quotidiano, non una data sul calendario
Per noi la parità retributiva è una scelta etica e strategica: costruire ogni giorno un ambiente di lavoro inclusivo, dove il talento non ha etichette e può esprimersi appieno.
Crediamo che ogni passo verso l’uguaglianza sia un passo verso una società più giusta, per tutte e per tutti.





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